Ricarica in meno di dieci minuti: sarà la svolta per l’elettrico?

Installate in Italia e Germania le prime stazioni con tempi da pieno di carburante

Meno di dieci minuti per una ricarica. Non è uno scherzo e nemmeno il remake pubblicitario di una qualche compagnia telefonica. Bensì una novità che guarda con decisione al futuro della mobilità sostenibile. E che potrebbe imprimere una forte spinta all’affermazione dell’auto elettrica. Perché da ora in avanti, con tempi più o meno equivalenti a quelli necessari per un pieno di benzina, sarà possibile ricaricare la batteria di una vettura.

Il merito è sia dell’Italia che della Germania. Dove, rispettivamente a Bologna e a est di Monaco di Baviera, sono state inaugurate due stazioni di ricarica “BYD” con colonnine “Flash Charging”.

ricarica
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Dotate di una potenza di 1.500 kW, saranno capaci di portare la capacità di una batteria già dal 10% al 70% in cinque minuti. Mentre ne saranno sufficienti appena nove per arrivare fino al 97%.

Tempi rivoluzionari, è proprio il caso di dire. Perché finora uno dei maggiori freni alla diffusione della green mobility, oltre a una distribuzione disomogenea delle colonnine sul territorio, sono i tempi di ricarica. Fonte di scoraggiamento per molti automobilisti, costretti a lunghe soste per fare il pieno di ioni prima di riprendere il loro tragitto.

Ma che cosa renderà possibile il cambiamento? Il merito è dell’anima di queste stazioni: la batteria “Blade Battery 2.0”.

Uno studio ingegneristico pluriennale ha messo a punto un sistema di trasporto ionico “FlashPass”, che spinge oltre i limiti delle batterie litio-ferro-fosfato (LFP). A caratterizzarlo, tre innovazioni: il catodo “Flash-Release”, che aumenta la densità delle particelle e favorisce il rilascio più rapido degli ioni; l’elettrolita “Flash-Flow” garantisce elevata conducibilità ionica e rapida mobilità degli ioni; infine, l’anodo “Flash-Intercalate”, che consente un’intercalazione degli ioni litio ad alta velocità in 3D a 360°. Queste tecnologie consentono di ridurre significativamente la resistenza interna, limitando la generazione di calore alla fonte.

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Queste batterie sono resistenti anche a temperature estreme, tipo -30°, condizioni in cui le reazioni chimiche delle batterie tradizionali rallentano drasticamente.

Un’altra peculiarità delle nuove stazioni di ricarica è la forma a “T”. I cavi scendono dall’alto e rimangono sollevati da terra, evitando che si sporchino o si bagnino. Ciò faciliterà ulteriormente le operazioni di ricarica.

Già diffuso in Cina, dove si contano 6.100 stazioni in circa 300 città, il sistema di ricarica “BYD” ha l’obiettivo di raggiungere le 3.000 postazioni in Europa entro la fine del 2027. Dovesse confermare le aspettative, forse la tanto attesa svolta elettrica potrebbe essere realtà.