Torino e automobile: legame profondo

Quello tra Torino e l’automobile è un legame storico e profondo. Al punto da rinnovarsi costantemente, grazie a eventi e iniziative. L’ultima, in ordine di tempo, è il Salone dell’Auto, in programma da venerdì 11 a domenica 13 settembre in alcune delle zone più suggestive del centro storico del capoluogo piemontese.

Saranno infatti la centrale piazza Castello, insieme ai Giardini Reali e ai Giardini dei Musei Reali, a ospitare la terza edizione della rassegna. Interamente all’aperto e con almeno quaranta brand delle quattro ruote partecipanti. Una combinazione che permetterà ad appassionati e pubblico di apprezzare, gratuitamente, le bellezze al volante in scenari di analogo tenore. Ma non solo. All’interno dei Giardini Reali sarà allestita anche l’area test-drive, che consentirà agli interessati di dare forma alla loro passione per la guida.

torino
torino

Prevista una nutrita partecipazione di pubblico come negli anni scorsi per una kermesse che sottolinea il profondo e duraturo rapporto tra la città di Torino e il mondo dell’auto.

Due poli coinvolti in un’attrazione iniziata alla fine dell’Ottocento, precisamente il 6 dicembre 1898, con la fondazione dell’Automobile Club di Torino. Poi divenuto ACI (Automobile Club d’Italia), contribuì a diffondere la cultura dell’auto, divenuta sovrana nel corso del Novecento con marchi di fama mondiale come FIAT e Lancia e centri di design quali Pininfarina e Giugiaro.

Ma non soltanto le vetture hanno contribuito alla fama di Torino capitale dell’auto. Un ruolo centrale è stato ricoperto dai grandi eventi. Capaci di catalizzare e diffondere la passione per i motori.

Uno di questi fu l’antesignano, almeno sul piano nominale, dell’attuale Salone. Si chiamava Salone Internazionale dell’Automobile, meglio conosciuto come Salone di Torino. Nacque nel 1900 e conquistò in fretta la ribalta del settore, al punto da divenire uno dei principali appuntamenti dell’automotive mondiale. Alternatosi con Milano fino allo stop imposto dalla Seconda guerra mondiale, dopo il conflitto si stabilì definitivamente nel capoluogo sabaudo per rimanervi, con cadenza biennale, fino all’inizio del Terzo Millennio.

Ma non solo vetture da strada. Torino ha lasciato il segno anche nelle corse sportive.

torino
torino

Dal 1935 al 1955, per sette occasioni, fu sede di un gran premio automobilistico: il Gran Premio del Valentino.

Disputato su un tracciato di 4,2 km ricavato all’interno dell’omonimo e rigoglioso parco, la sua prima edizione del Dopoguerra (1946) è a tutti gli effetti il primo Gran Premio di Formula-1 di sempre. Perché si corse con il futuro regolamento tecnico del futuro campionato ufficiale istituito nel 1950. Tra i vincitori, si segnalano il leggendario Tazio Nuvolari (1935) e Alberto Ascari (1955) per un successo amaro, l’ultimo della sua carriera che si sarebbe conclusa tragicamente due mesi dopo a Monza.

Sempre a inizio anni Cinquanta cessò un’altra gara storica: la Susa-Moncenisio, corsa di velocità in salita. 22,6 km con un dislivello di oltre 1.400 mt., disputata per diciotto volte tra il 1902 e il 1953.

Ma all’ombra della Mole il richiamo della velocità è troppo forte per poterne fare a meno. Così, da oltre quarant’anni, la città è sede del “Rally Città di Torino e delle Valli di Lanzo”, inesauribile calamita di passione.

La stessa che anima i visitatori del Museo Nazionale dell’Automobile, situato in Corso Unità d’Italia e massima rappresentazione del profondo legame tra Torino e l’automobile.