Autovelox: che cosa succederà con il nuovo decreto ministeriale?

Approvato il mese scorso il provvedimento destinato a disciplinare la materia

Autovelox: adesso si cambia. O almeno così sembra. Perché a giugno il MIT (Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti) ha varato il decreto di omologazione dei sistemi di controllo della velocità stradale. Un provvedimento che apre un nuovo capitolo sul tema, ma che ancora non fuga del tutto dubbi e polemiche.

Iniziamo dalle novità. Secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni in materia, da ora in avanti gli autovelox distribuiti sulla rete stradale nazionale dovranno possedere i medesimi requisiti e le stesse caratteristiche.

autovelox
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Soprattutto per quanto concerne la taratura, che svolge un ruolo determinante nel rilevare l’eventuale infrazione commessa e per la quale sarà previsto il superamento di appositi test. Analoghe verifiche saranno effettuate per verificare la funzionalità dei dispositivi.

A svolgere queste attività, specifici enti autorizzati proprio dal MIT. Chiamati a pronunciarsi anche sugli autovelox già in esercizio, oltre a quelli destinati a essere introdotti sul mercato.

Una volta accertata la loro idoneità, sempre il Ministero rilascerà all’azienda produttrice del dispositivo un certificato di idoneità all’utilizzo, poi pubblicato sul sito istituzionale per offrire massima trasparenza all’utenza.

Se invece dovessero sorgere delle criticità o delle irregolarità, il dispositivo sarà rimosso dal servizio. Oppure, se di nuova fabbricazione, gli sarà preclusa la possibilità di essere installato sulle strade finché non si metterà in regola.

Questo decreto del MIT scaturisce dalla volontà sia di migliorare ulteriormente la sicurezza stradale, per la quale l’autovelox è considerato uno strumento essenziale, che di fare chiarezza su una materia negli ultimi anni fonte di numerosi contenziosi giudiziari.

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A seguito della decisione della Corte di Cassazione del 2024, che ha sancito come solo gli autovelox omologati siano il parametro di riferimento per la convalida delle multe per eccesso di velocità, si sono infatti moltiplicati i ricorsi di numerosi automobilisti destinatari di sanzioni per l’eccessiva velocità.

Molti di loro hanno fatto leva proprio sulle difformità dei vari sistemi di rilevamento per opporsi al pagamento delle relative multe, ingolfando però la macchina giudiziaria del settore.

Il decreto vuole quindi riportare il sereno all’orizzonte, fornendo un riferimento chiaro e imprescindibile. Ma non sarà semplice.

Al momento sono quindici le tipologie di autovelox approvate negli anni scorsi sempre dal MIT. Per i quali però una corrente di pensiero sostiene che un decreto ministeriale può disciplinare le procedure di omologazione, ma non trasformare retroattivamente le approvazioni in omologazioni.

Secondo altri, invece, la competenza sull’omologazione spetterebbe al Ministero delle Imprese, in quanto autorità nazionale di riferimento per le questioni metrologiche.

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Ma ci sono anche alternativi a questa linea. Sono coloro che richiamano un’ammissione di non conoscenza della materia da parte dell’allora ministero dello Sviluppo Economico. Che nel 2021, facendo riferimento all’articolo 45 del Codice della strada, affidò proprio al MIT l’approvazione od omologazione delle apparecchiature per il controllo e la regolazione del traffico. Comprese quelle deputate a rilevare eventuali infrazioni delle norme di circolazione.

Non sappiamo come andrà a finire la questione. Però siamo certi che ci saranno nuove puntate. Per rimanere aggiornati su questo e altri temi legati al mondo delle quattro ruote, continuate a seguirci.