
Climatizzatore in auto: come avere una fresca estate?
Tutti i consigli per utilizzarlo al meglio
Climatizzatore in auto: come rinunciarci? Soprattutto in un’estate come questa, tra le più torride del secolo. Durante la quale anche mettersi al volante della propria vettura può trasformarsi in un incubo. Indipendentemente dal fatto che sia rimasta parcheggiata sotto al sole o in un ambiente riparato (come un garage).
Perché al suo interno spesso si forma una massa di calore, destinata a rimanervi anche viaggiando con i finestrini aperti. Una soluzione comunque peggiorativa delle prestazioni del veicolo, della comodità di guida, disturbata dai rumori provenienti dall’esterno, e anche delle condizioni di sicurezza. Perché l’esposizione diretta dell’abitacolo all’aria aperta rende teoricamente più vulnerabile l’incolumità dei presenti a eventuali corpi estranei (insetti, oggetti contundenti, etc.).


Inevitabile quindi, per godere di un po’ di refrigerio, il ricorso al climatizzatore. Che però non basta azionare per beneficiarne a pieno. Anche la sua accensione necessita infatti dell’adozione di alcune attenzioni fondamentali. Andiamo a scoprirle.
Innanzitutto, occorre tenere a mente che un abitacolo fresco non deve mai tramutarsi in un abitacolo dannoso per la nostra salute. E seguendo i consigli dell’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) tra interno ed esterno la temperatura non deve superare la differenza di 7°. Per cui, se all’aperto la colonnina del mercurio segna 35°, nella propria auto sarà salutare non scendere sotto i 28°.
Stabiliti questi riferimenti, prima di accendere il climatizzatore è importante ridurre il volume di calore formatosi nell’abitacolo mentre la vettura era in sosta. Per cui, prima di sedersi all’interno, sarà opportuno aprire porte e finestrini. Questa normale operazione consentirà già di ridurre di qualche grado la temperatura e, una volta accesa, l’aria condizionata impiegherà meno tempo a rinfrescare l’ambiente.
Sempre per tutelare la nostra salute, sarà importante orientare il getto dell’aria verso l’alto e i finestrini. Questo per evitare che, direzionandolo all’altezza del viso, del petto o dell’addome, si incorra in problemi tipo congestioni o raffreddori. Inoltre, se proiettata verso l’alto, l’aria poi nella discesa riempirà l’intero abitacolo, offrendo una sensazione di globale freschezza.


Queste norme valgono soprattutto per i veicoli più vintage, o comunque di non ultima generazione. Come ibride plug-in oppure elettriche. Nelle quali si può fare ricorso alla pre-climatizzazione. Attraverso la app si potrà attivare il condizionatore 5-10 minuti prima di salire a bordo, mentre l’auto è ancora collegata alla colonnina o alla presa di ricarica, e con l’energia elettrica si potrà rinfrescare l’abitacolo. E al tempo stesso risparmiare una piccola porzione di autonomia della batteria.
Un’altra utile opzione è il ricircolo dell’aria. Funzionale a un refrigerio più veloce dell’abitacolo e ottenibile in due-tre minuti nelle auto più datate. Nelle quali è fondamentale disattivarlo poco dopo per evitare il ristagno di umidità. Automatica invece la procedura in quelle moderne, nelle quali si disattiva immediatamente per evitare l’appannamento dei finestrini.
Infine, di estrema importanza la manutenzione del climatizzatore. Per avere un impianto al massimo dell’efficienza e della salubrità, è fondamentale sostituire il filtro abitacolo (antipolline) ogni 15.000 – 20.000 km (o una volta all’anno) e sottoporlo a un’operazione di igienizzazione in caso di odori sgradevoli.
E voi? Conoscevate questi segreti sul condizionatore della vostra auto? Raccontateci nei commenti la vostra esperienza e, se volete sottoporre il vostro impianto a una verifica, non esitate a prendere contatto con le nostre officine.



