
Il festival delle canzoni Ford
Il festival delle canzoni Ford. Non certo famoso come Sanremo però capace di attraversare epoche e generazioni. Mentre l’Italia si appresta alla settantaseiesima edizione della sua rassegna canora più conosciuta e dibattuta, noi, spinti dalla curiosità, siamo saliti sulla macchina del tempo per un viaggio nel mondo della musica. Obiettivo? Trovare canzoni dedicate all’Ovale Blu.
Un’esperienza particolare e sorprendente per il magnetismo generazionale suscitato dalla casa di Detroit. Che molti artisti hanno voluto omaggiare con citazioni nelle loro canzoni se non facendone addirittura la protagonista.


Come Mustang Sally, il singolo dalla dedica più esplicita a Ford, scritta nel 1965 da un noto paroliere degli Stati Uniti dell’epoca, Mark Rice. Che prese spunto dalla confidenza di una cantante e amica, Della Rease, intenzionata a comprarsi una Ford Mustang, per comporre un brano che ne esaltasse il significato sprigionato dalla sua potenza: libertà, avventura ed emozioni forti (sono del 1968 le acrobazie al suo volante di Steve McQueen in Bullitt).
A renderlo famoso fu comunque l’interpretazione nell’anno successivo di Wilson Pickett, che lo fece schizzare tra le prime posizioni dei singoli più ascoltati. Una visibilità ritornata anche a inizio anni Novanta, quando fu inserito nella colonna sonora del film The Commitments.
Negli anni Settanta il festival delle canzoni Ford fu a ritmo di rock-blues. Negli Stati Uniti il gruppo degli Eagles celebrò l’Ovale Blu con una strofa della hit di successo Take it easy (1972): “It’s girl, my Lord. In a flatbed Ford. Slowin’ down to take a look at me”.
Invece al di qua dell’oceano, in Europa, il chitarrista irlandese Rory Gallagher in Souped-up Ford, raccontando di una Ford modificata nel motore e nella meccanica, ne fa una metafora di libertà e di evasione dalla noia.

Nel 1984 Ford intercettò addirittura le attenzioni del “Boss”. Nel video di I am on fire, uno dei singoli del suo planetario per fama “Born in the USA”, Bruce Springsteen scelse una Ford Thunderbird per raccontare la storia del protagonista della sua canzone. Un meccanico prigioniero del desiderio inappagabile per una donna inavvicinabile a causa della loro differente classe sociale.
Se negli anni Novanta non si registrarono brani meritevoli di nota, nel decennio successivo il festival delle canzoni Ford ritornò alla ribalta. Merito di Ford Truck Man (2002) di Toby Keith, vero e proprio inno pubblicitario del marchio, visto che era presente negli spot dell’Ovale Blu del tempo.
Mentre in epoca a noi più recente è stato il “Ford F-150” a suscitare la fantasia di diversi artisti. Come Robyn Ottolini, cantora di F-150 (2020), autentico inno dedicato a questo pick-up Ford, uno tra i più venduti e più amati. E di cui vi parlammo a suo tempo.
Ma non solo estero. Nelle dediche musicali a Ford c’è anche l’Italia. Non con il palco di Sanremo, ma comunque sempre sulle reti RAI. Grazie alla canzone Al volante di una Ford, cantata dal gruppo “Succo d’arancia” e sigla della serie tv “Simpatiche canaglie” (1979).



