
Italia e colonnine elettriche: com’è la situazione?
Transizione ecologica dell’auto in Italia: a che punto siamo? Bene, sembrerebbe. O perlomeno: i segnali sono incoraggianti. Infatti, secondo le statistiche di “Motus-E” aggiornate al 30 giugno 2026, la rete di ricarica lungo la Penisola ha superato le 84.500 unità.
Un risultato considerevole, che ha impreziosito la “Settimana della Mobilità Sostenibile”, andata in scena dal 16 al 22 settembre, e che vede l’Italia uscire dal torpore in materia di green mobility. Il nostro Paese, infatti, finora non ha brillato per implementazione dell’elettrico. Sia per i modesti finanziamenti in termini di ecobonus che per la diffusione omogenea e capillare, a livello nazionale, delle colonnine di ricarica sulla rete stradale. Un elemento imprescindibile per incentivare ad abbandonare il motore termico in favore delle batterie a ioni di litio.


Proprio il dato sulle colonnine è il segno di una tendenza che, finalmente, sta cambiando direzione. Nell’ultimo anno sono state installate 17.003 postazioni. È il dato più alto mai registrato dal 2021. Quando vi raccontavamo delle enormi difficoltà del settore e di come vi fossero aree di estensione superiore ai 100 km del tutto sguarnite.
Adesso invece lo scenario è di tutt’altro tenore. Con la Lombardia regina tra le regioni grazie alla presenza di 18.177 punti di ricarica e un aumento del 25% nell’ultimo anno. Al secondo posto, seppur più staccato, il Piemonte con 9.003 punti di ricarica, dei quali 4.498 (dunque il 50%) a Torino, terza provincia più “verde” dopo Milano e Roma.
Da questi dati si deduce come lo sviluppo delle infrastrutture elettriche sia peculiarità delle grandi aree urbane. In particolare, per quanto riguarda il capoluogo piemontese, è proseguita l’installazione di punti ad alta potenza (da 44 kW fino a stazioni fast e ultra-fast) sia in città che nei comuni della provincia.
Questo cambiamento ha consentito all’Italia una ripresa lenta, ma costante.


Diversa da altre nazioni europee, tipo la Norvegia, dove le auto a carburante sono ormai una rarità. E dove le postazioni di ricarica, secondo dati recenti, sono oltre 34.000. Con 11.000 di esse modello Fast Charger, che permettono una ricarica veloce, e posizionate a distanza di 50 km l’una dall’altra. O la Germania, altro Paese leader nella transizione elettrica della mobilità, che nel 2026 ha superato il tetto dei 210.000 punti di ricarica.
Ora sarà interessante vedere il prosieguo dello sviluppo nei prossimi mesi, considerando che l’Italia non potrà più beneficiare dei finanziamenti del PNRR. La riqualificazione energetica degli edifici, che obbliga a dotarli di postazioni di ricarica, rappresenta un incentivo alla diffusione della mobilità sostenibile.
Al pari del recente “Bonus Colonnine”. Che dal 22 settembre 2026 fino al 31 gennaio 2027 consentirà un risparmio dell’80% per l’installazione delle colonnine presso la propria abitazione. Il rimborso massimo garantito prevede fino a 1.500 euro per le persone fisiche (privati) e fino a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni dei condomìni.
Di contro, la decisione di prorogare per un altro anno la dismissione dei veicoli diesel Euro 5, invece di agevolare la loro sostituzione con veicoli elettrici, non è certo un assist per accelerare il passaggio dalla benzina all’elettrico.



